Il progetto

Un approfondimento sul progetto del museo AIM,

la missione e la natura del progetto

Il Museo AIM – Alinari Image Museum nasce come grande laboratorio in cui far convivere la fotografia tradizionale con i nuovi linguaggi informatici per creare nuove forme di fruizione del patrimonio digitale, per codificare i nuovi saperi legati all’informatica applicata all’immagine, per accompagnare il visitatore in un silenzioso ma epocale passaggio: quello dalla fotografia all’immagine.

Vocazione del Museo è quindi valorizzare e trasmettere la cultura della fotografia nei suoi aspetti i tecnici nei suoi molteplici linguaggi che oggi, a causa dell’automazione degli strumenti a alla loro accessibilità economica, si sta in qualche modo perdendo.

Si stima che ogni giorno, nel mondo, venga prodotto un numero di foto pari a quelle realizzate nei primi cento anni dalla scoperta della fotografia.

Un Museo da vivere come un grande laboratorio in cui far parlare le immagini a più livelli di approfondimento, attraverso proiezioni scenografiche, elaborazioni digitali, video e contenuti ipertestuali.
Una tecnologia che non nasce per stupire, ma accompagna il visitatore in una nuova dimensione dell’immagine, raccontandola attraverso i linguaggi contemporanei della multimedialità e dell’infografica. 

Schermi ad altissima risoluzione, videoproiettori, occhiali immersivi, una dotazione hardware destinata ad evolversi e ad aggiornarsi nel tempo si affiancano a stampe tradizionali e a oggetti di un passato recente. E dietro le quinte del Museo, un software di pubblicazione e aggiornamento dei contenuti permette di gestire l’intero museo, anche in remoto, e rende possibile costruire le esposizioni (ed esportarle) in una modalità innovativa, anzi, unica.

AIM sorge nei prestigiosi spazi del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto, monumento simbolo della città di Trieste, nasce dalla volontà di creare attorno al tema dell’immagine multimediale, un centro di scambio tra la cultura e le immagini dell’area mediterranea e dell’Europa del Sud e dell’Ovest con tutta l’area dell’Europa dell’Est.

L’idea di questo avamposto triestino è nata anni fa, in occasione di due mostre curate entrambe da Alinari, nel 2004. La prima per le celebrazioni dei 50 anni di Trieste italiana, la seconda dedicata all’allargamento dell’Unione Europea a 25 stati. «Fu l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita ufficiale, a dire “perché non facciamo un museo della fotografia?”», spiega Claudio de Polo, presidente di Alinari. Dopo una lunga gestazione il museo ha finalmente preso forma, sostenuto dalle istituzioni comunali e regionali.

Cuore pulsante del museo AIM è l’archivio della Fratelli Alinari in cui è custodito il grande patrimonio ritrattistico e documentario sull’arte, la storia, il folklore, il paesaggio, l’industria e la società d’Italia, d’Europa e del resto del mondo, dalla seconda metà dell’800 ad oggi.
Negli anni ’90, Alinari si è fatta pioniere del processo di digitalizzazione dell’archivio che ha visto negli anni lo spostamento su piattaforme informatiche per la consultazione online, per garantire ai materiali fotografici deperibili una sopravvivenza numerica, per infine diventare la base del progetto di AIM.

L’intero database di 50.000 immagini è poi disponibile ai visitatori nellAlinari Archive, postazioni di ricerca personalizzata offrono un viaggio nell’archivio digitale selezionato per AIM dal grande patrimonio della Fratelli Alinari, attraverso 80 classi semiologiche e 8mila parole chiave.

Il Museo AIM nasce quindi per restituire al pubblico un patrimonio culturale scientificamente validato, con l’obiettivo di diventare un luogo di sperimentazione del digitale.

Si stima che ogni giorno, nel mondo, venga prodotto un numero di foto pari a quelle realizzate nei primi cento anni dalla scoperta della fotografia.

Vocazione del Museo è quindi valorizzare e trasmettere la cultura della fotografia nei suoi aspetti i tecnici nei suoi molteplici linguaggi che oggi, a causa dell’automazione degli strumenti a alla loro accessibilità economica, si sta in qualche modo perdendo.

Il Museo AIM – Alinari Image Museum nasce come grande laboratorio in cui far convivere la fotografia tradizionale con i nuovi linguaggi informatici per creare nuove forme di fruizione del patrimonio digitale, per codificare i nuovi saperi legati all’informatica applicata all’immagine , per accompagnare il visitatore in un silenzioso ma epocale passaggio: quello dalla fotografia all’immagine

gear
dietro gli schermi

CMS system

Dietro gli schermi del Museo si nasconde la componente innovativa del progetto,
un software (CMS) di pubblicazione e aggiornamento dei contenuti
che permette di gestire da remoto l’intero spazio, rendendo possibile
realizzare e pubblicare le esposizioni, e creando la base per la loro
possibile esportazione, un diverso concetto di progettualità in ambito
museale teso alla creazione di un network di musei basati su contenuti digitali.